Davide Mancini Zanchi
25° Premio Cairo
2026
Piccole cose, Casa Menotti, Spoleto.
2023
No diamonds in the sky, Fondazione Pastificio Cerere, Roma.
2021
Mira il mare má lë, Pescheria Centro Arti Visive, Pesaro.
2017
The conquest of space, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino.
Il concettualismo pittorico come cortocircuito visivo è la cifra di Davide Mancini Zanchi (Urbino, 1986). La sua pratica si muove lungo un crinale in cui la pittura diviene dispositivo attivo, azione fisica e campo di indagine culturale. Attraverso l’uso analitico e ironico del medium, l’artista scardina i generi tradizionali, dal paesaggio alla natura morta, riflettendo impalcature sociali, falsi miti e ideologie.
La reinterpretazione e la simulazione di immagini familiari si estende al trompe-l’oeil oggettuale, sia quando l’artista replica manufatti quotidiani come lavagne scolastiche contrassegnate da ripetizioni segniche, sia quando evoca cieli notturni con tele monocrome costellate da piccoli frammenti cartacei.
È così che si innescano frizioni estetiche e percettive dove l’ordinario si fa specchio dissacrante e colto del presente. Diplomato all’Accademia di Belle arti di Urbino, Mancini Zanchi ha tenuto varie mostre. Nel 2020 ha vinto l’Italian Council con una residenza in Uruguay.
Testo di Arianna Baldoni
Olio, acrilico, vernice fluorescente, vernice spray su tela, cm 180x240.
