Ruben Montini

Oristano, 1986
Finalista

20° Premio Cairo

Ruben Montini vive e lavora tra Milano e il Lago di Garda. Nel 2010 ottiene una laurea magistrale in Belle Arti alla Central Saint Martins College of Art & Design di Londra, dopo aver ottenuto una laurea triennale in Arti Visive - Pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia e una borsa di studio alla Metropolitan University di Manchester.

Tra le sue mostre più recenti si segnalano:
Museum Europäischer Kulturen, Berlino (2017);
MAN - Museo d’Arte Provincia di Nuoro, Nuoro (2017); Museo Ettore Fico, Torino (2015);
Turtle Salon in the Forest, Fargfabriken, Stoccolma; Oratoire du Louvre, Parigi (2015).

Tecniche diverse confluiscono in modo corale a definire un’atmosfera struggente in Habibi, l’opera concepita per il Premio Cairo. C’è la fotografia, poggiata su tubolari di rame dalla vocazione scultorea. E poi c’è il ricamo, che tormenta le immagini, come un testo sotto traccia. Il filo riscrive i profili di foto di cronaca riprese da Internet o dai giornali. Ritraggono migranti attraverso il Mediterraneo. Nella composizione di Ruben Montini, un video in loop di 5 minuti è interpretato dall’artista: su una barca, rivolto al mare, canta una ninna nanna in dialetto sardo, Anninnia Anninia, scritta da Mauro Liseri per il suo Eufonia, coro polifonico femminile di Gavoi. Il tono usato dall’artista ne offre una versione tragica e struggente. «È un canto intriso di dolore», spiega Montini, da sempre incline alla performance. «La madre lo rivolge alla culla vuota, al bambino che non c’è più. Il pianto spezza la melodia come il vento freddo mi trafigge il cuore». Habibi significa in arabo “amore mio” e racchiude l’empatia verso la tragedia dei migranti.
Cristiana Campanini

Habibi

2019, installazione composta da sei elementi: cinque ricami su stampe fotografiche su carta cotone, broccato sardo e seta, montati su rame; un piedistallo in rame per mini-proiettore, con video e audio, 5’00’’, cm 160x200x100 circa.