Maki Ochoa

Caracas, Venezuela, 1991
Finalista

20° Premio Cairo

Laureata in Scienze della Comunicazione all’Universidad Católica Andrés Bello di Caracas (UCAB), nel 2016 frequenta il Master in Photography and Visual Design presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (NABA), dove attualmente vive e lavora a Milano. Nel 2016 assiste l’artista Alessandro Sambini con cui approfondisce il suo interesse per l’arte performativa e l’installazione. Nello stesso anno è selezionata tra i 21 partecipanti degli Academy Awards di Viafarini. Nel 2019 presenta l’installazione Quinta Elizabeth in occasione della mostra collettiva Appocundria a Casa Testori (Novate Milanese, MI).

Vota Pulula, il lavoro in concorso di Maki Ochoa, consiste in un’affissione di manifesti elettorali fittizi. Su un muro che riproduce quelli cittadini campeggiano tre immagini dal taglio pop. La “candidata”, Doña Pulula, è una signora non più giovane vestita con gusto démodé, con lo sguardo rivolto in lontananza a suggerire destini raggianti e desiderabili. Si tratta in realtà dell’artista, che si mette in gioco impersonando l’insolita aspirante politica. Il lavoro prende spunto dalla complessa situazione politica del Venezuela, sua terra natale, ma allarga il suo significato. «Ironizza su un popolo che resta passivo in attesa del profeta, dell’uomo o della donna che diventa icona e che viene adorato ciecamente », spiega l’artista, «cosa che mi sembra valere sia per il Venezuela che per l’Italia». Nell’ambigua finzione dell’opera, dunque, una cittadina comune si mette in gioco attivamente nell’arena politica, ma ricorre agli abituali schemi di comunicazione falsificanti.
Stefano Castelli

Vota Pulula

2019, stampa inkjet su carta Blueback, compensato, polistirolo, stucco, colla per piastrelle, trucioli di legno, poliuretano espanso e acrilici, cm 116x163.