Irene Fenara

Bologna, 1990
Finalista

20° Premio Cairo

Irene Fenara vive e lavora a Bologna, dove si laurea al Master in Arti Visive presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2017, dopo aver conseguito una laurea triennale in scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna.
Tra le sue mostre più recenti si segnalano:
Distant Eyes, Kunst Merano Arte, Merano (2019);
Blinds and other Cloudings, Spazio Leonardo, Milano (2018);
That’s IT, Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, MAMbo – Museo di Arte Moderna di Bologna (2018);
Give me yesterday, Fondazione Prada Osservatorio, Milano (2016).

La “società della sorveglianza”, con la proliferazione di telecamere di sicurezza, è l’oggetto di indagine di Irene Fenara. Riutilizzando le immagini registrate da questi dispositivi, esplora il confine tra sicurezza pubblica e privazione della libertà. L’opera in concorso, Self portrait from surveillance camera, porta avanti il ciclo dei peculiari “autoritratti”: l’artista si reca di persona in un luogo sorvegliato dall’occhio elettronico (in questo caso il giardino di un hotel) e diventa parte della scena raffigurata. Un lieve sabotaggio che personalizza immagini prive di anima. Ritocchi appena accennati completano il passaggio da immagine “qualunque” a opera d’arte; si mantiene così vivo e ambiguo il contrasto tra ruvidità della bassa risoluzione e dimensione estetica. Se appare impossibile sfuggire alla sorveglianza, l’opera si appropria dei suoi mezzi tecnici e del suo processo, inserendo un simbolico granello di sabbia nell’ingranaggio.
Stefano Castelli

Self portrait from surveillance camera

2019, stampa digitale su carta Hahnemühle Photo Luster, cm 126,5x182,3