Andrea Martinucci

Roma, 1991
Finalista

20° Premio Cairo

Dopo gli studi in Multimedia Design all’Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma, terminati nel 2012, Andrea Martinucci vive e lavora tra Roma e Milano. Tra le sue mostre più recenti si segnalano: I will give you a taste of your inner desiders, Galleria Renata Fabbri, Milano (2019);
FOREVER NEVER COMES, Museo dell’Arte e Archeologico della Maremma, Grosseto (2017);
Vis-à-Vis, Institut Français, Milano (2016);
È così difficile dimenticare il dolore, Museo Macro, Roma (2013).

Il titolo dell’opera di Andrea Martinucci, 5092019.jpeg, si ispira al lessico tipico del mondo digitale. Prendendo spunto da fotografie e video “rubati” da Internet e social media, il dipinto in acrilico rifiuta infatti la composizione formale propria della tradizione pittorica. L’artista attinge a immagini reali, ma sulla tela raffigura uno scenario onirico. Arditi accostamenti, sovrapposizioni visive e ibride ricomposizioni trasferiscono sulla tela un ricordo personale, rimasto impresso nella sua memoria. Una maschera, presenza fantasmatica in primo piano, cancella parzialmente due automobili che si scontrano, dipinte sullo sfondo al momento dell’impatto. In questo tragico racconto visivo, Martinucci si mette a nudo e proietta il nostro sguardo verso un incubo surreale, in cui luci e ombre sembrano essere l’unica rappresentazione possibile. E così oggi, nel tempo della remix culture, Martinucci fa sue le parole di Seneca attualizzandole: “Niente è più oscuro di quelle torce che ci servono non a vedere in mezzo alle tenebre, ma a vedere le tenebre” (da Lettere a Lucilio).
Irene Sofia Comi

5092019.jpeg

2019, acrilico, terra limosa, grafite e acciaio su tela, cm 200x200x4.